Formazione e testimonianze

“Giù la maschera!”

… senza troppi indugi, decisi di frequentare questo corso, cogliendo i segnali che mi arrivavano, le sincronicità e il sentire che avevo ancora molto bisogno di lavorare su me stessa.

Nelle pagine che seguono ho voluto testimoniare il mio cambiamento attraverso i mesi del corso, commentando i vari mandala colorati progressivamente nelle lezioni. Ho incluso la foto e il titolo del mandala. Ho riportato il “journaling” che mi scrivevo dietro ogni mandala appena colorato per rammentarmi delle sensazioni provate in quel momento, e in quasi tutti scritto (tra virgolette) le considerazioni che interpretano la vera lettura d’insieme.

Il mandala da subito, come archetipo, ha portato movimento nella mia vita. Ricordo che con il primo mandala, quello che simpaticamente Carmela ha intitolato “selfie”, al solo guardarlo, mi sono commossa. Ricordo che poi, una volta a casa, mi aveva tirato fuori parecchia rabbia e tristezza per qualche giorno. E poi all’improvviso molta calma e serenità. Ecco, con me hanno lavorato in questo modo: facendo salire in superficie i miei disagi, per poi poterli elaborare e “quadrare”, in modo dolce e delicato.

ho iniziato questo corso per migliorarmi. Di fatto è proprio questo che volevo: lavorare su me stessa.  Non avevo proprio pensato alla possibilità della relazione di aiuto con gli altri attraverso questo meraviglioso strumento, proprio perché ho ancora tanto da imparare.

Ma forte del cambiamento che ho visto in me in questi 8 mesi di incontri, ho capito che i mandala sono un potente strumento, che lavora sul nostro subconscio a prescindere. Starà poi ad ognuno di noi decidere di accettare o meno di collaborare con sé stessi.

E a me, l’effetto che ha fatto questo grande cambiamento, è stato proprio quello di “togliermi la maschera”. È un grande regalo che ho fatto a me stessa e me ne sono immensamente grata.

Fino a solo un anno fa, pur di essere accettata, diventavo la persona che volevano gli altri: con miei genitori, sul lavoro, con gli amici e nelle mie relazioni sentimentali. Questo perché pensavo di non piacere per quello che sono. E l’unico risultato che ottenevo era che non venivo vista.

Oggi ho consapevolizzato di essere una persona in divenire, eclettica, leale, originale, simpatica, empatica, che ha valore, personalità e altre mille belle qualità. Ma ho anche mille “imperfezioni” (che non chiamo più difetti), che sono aperta a calibrare, modificare, limare e cambiare man mano che apprendo una lezione di vita.

Ora AMO le mie qualità e ACCETTO le mie imperfezioni, perché ho capito che mi rendono unica.

Ora mi sono accorta che vengo accettata per quello che sono, poiché continuo ad incrociare sul mio cammino persone che mi vedono e mi notano, persone a cui piaccio semplicemente per quella che sono, nella mia “imperfetta unicità”.  Teo, 23/10/2016

 

E qualcuno mi disse : “  Dipingi arcobaleni “.

… Così il 20 marzo M.M.M. si presentò presso la sede  dove si svolgeva il corso. L’insegnante , dal sorriso sempre pronto, accolse le persone in un’aula  accogliente : un grande tavolo  circondato da panche, una parete con grandi finestre schermate da tende che lasciavano , però, filtrare tanta luce, insomma un ambiente accogliente e confortevole. Dopo una breve meditazione introduttiva la lezione ebbe inizio.

Ed ecco il primo mandala da colorare , quello che Fuà , l’insegnante, chiamò: il selfie , l’autoscatto personale , e ci tenne a raccomandare di non scegliere i colori in base al gusto personale o agli abbinamenti ma … scegliere senza pensare.  M.M.M. guardò quelle linee e quelle forme geometriche , sparse sul tavolo i suoi pastelli acquarellabili e… si perse. I colori si sceglievano da soli e la chiamavano , M.M.M. stava in silenzio e li ascoltava . Qualcuno dei colori le bisbigliava piano di essere usato con delicatezza qualcun altro con un po’ più di forza . Fuà scandiva il tempo che restava per terminare l’esercizio ed M.M.M. ….era troppo persa nel suo mondo di vibrazioni colorate , ma terminare e consegnare si doveva , così , un po’ sbuffante, chiese una proroga di cinque minuti buoni buoni  per terminare di colorare un pezzetto della sua anima. Non vi era colore che l’avesse infastidita e le forme geometriche erano tutte così accoglienti .  

Certo decodificare un mandala non era proprio così semplice , Fuà partiva spedita e notava tutti i particolari , M.M.M. si sentiva proprio … “imbranata” , ma una cosa l’aveva capita molto bene:  acquietare la mente e lasciar parlare il cuore, rivolgersi all’altro con semplicità e senza giudizio o supponenza , ascoltare , ascoltare e ancora… ascoltare , ascoltare con tutti i sensi . 

E il mandala sussurrò: Vedi , tu pensi che le ombre e l’oscurità siano  negative , eppure come potrebbero risaltare le luci dei colori se non ci fosse  l’oscuro?  Forse  è proprio nel buio , nelle situazioni più scure , che , se hai forza, la luce vibrante dei colori si esalta maggiormente. Così fai appello a tutte le risorse che celi nelle tua profondità e falle emergere, brilleranno come gioielli preziosissimi.

… Il percorso con Fuà volgeva al termine. M.M.M.  era dispiaciuta, da un lato, perché quel gruppetto e  quelle due sorelle Mandaliche , le piacevano tanto e non avrebbe voluto lasciarle , e chissà…  forse non lo avrebbe nemmeno fatto, dall’altro aveva imparato lezioni davvero proficue e non vedeva l’ora di sperimentare in proprio. Decise così di creare un proprio mandala. Prese un bel foglio da disegno, si armò di matita, riga, goniometro, insomma  di tutto ciò che le sarebbe potuto servire,  accese una candelina e un po’ di incenso, quell’atmosfera la aiutava a concentrarsi a la faceva sentire bene, a prescindere da ogni cosa, e … creò il suo primo mandala. Monica, 23/10/2016

 

Mandala compagno d’avventura

Il presente elaborato nasce per raccontare della mia esperienza con il mandala; ho cercato a questo proposito di mettere in ordine le idee, per riunire in queste pagine ciò che mi ha convinta ad approfondire le ricerche inerenti questo “strumento” di conoscenza del proprio Sè.

Il mandala è un compagno di avventura e in questo modo lo vivo ed ho voluto farlo conoscere anche nell’ambito del mio lavoro;  parlerò anche di questo, soprattutto perché è svolto con persone che hanno fragilità  e  la necessità come tutti noi,  di ritrovare il  proprio centro,  di sentirsi vivi e in diritto di esprimere le proprie emozioni.

Ho   scelto di esporre e commentare brevemente anche alcuni dei mandala che abbiamo colorato insieme in gruppo ed i miei mandala, per osservarne i cambiamenti.

Inoltre farò osservare alcuni mandala colorati dalle persone del mio gruppo, dai quali emerge una ricerca di contatto col proprio centro.

Il 9\9\16 c’è  stato un incontro con Dedalove per percorrere il Labirinto definito “Mandala Principe” ; è stata per me un’esperienza particolare, in quanto mi sono affidata totalmente alla guida del nostro gruppo; dapprima abbiamo colorato un mandala, definito 999 ; abbiamo fatto tutti insieme una dolce danza, una meditazione ed   infine abbiamo percorso il Labirinto; io ero una delle ultime ad entrare e mi preoccupava la possibilità di   sbagliare strada e non trovare la via d’uscita.  Lorena assistente del corso di facilitatore, mi ha  tranquillizzata, raccontandomi le sue esperienze, infatti, una volta entrata, ho dovuto solo seguire il  percorso prestabilito, lentamente, con umiltà; ricordo che ho iniziato a camminare eseguendo mudra, anche per aiutarmi nella meditazione, nel coinvolgimento; è stata un’esperienza del tutto nuova per me,    che mi ha lasciato serenità e pace.

Siamo state invitate a colorare il mandala 999 ancora per due date particolari, cioè il 18\9 ed il 27\9 al fine di approfittare di questa occasione ; il gruppo presente quella sera si è accordato per poter nello stesso   orario ad entrare tutti in collegamento per chiedere all’energia pace e amore.

Mi ha fatto piacere sentire questo coinvolgimento nel Tutto.

 Questo viaggio in compagnia del mandala è momentaneamente terminato, tanti sono gli argomenti che   non ho esposto, ma che sopraggiungono nella mente; è la vastità che abbraccia il mandala, che non é      possibile contenere.

Quello che è emerso nella mia esperienza è che il mandala accetta tutti, ci accoglie nel suo cerchio, con i nostri colori e con le idee più bizzarre.

Colorando si rimane costantemente in movimento, si gira intorno e si arriva sempre.

Il mandala racchiude ogni cosa e la sua azione è rivolta alla totalità; ci porta al centro, al quì e ora; ne giova infatti anche l’orientamento spazio-temporale.

Considerando che il mandala ci porta al raccoglimento interiore, ci aiuta a spostare lo sguardo verso l’essenziale, verso il centro della nostra vita, può essere molto utile nei casi di “sbandamento” per i quali è a rischio la perdita proprio del centro; se il nostro Sè non è armonioso, se ci manca qualcosa, siamo nello squilibrio o nel caos, allora facciamo confluire nel mandala gli elementi che provvedono all’equilibrio,  all’armonia, alla riunificazione del nostro Sè.

Nel mandala esprimiamo non solo i nostri sentimenti e stati d’animo, ma portiamo in luce anche la nostra creatività.

Ognuno vi trova ciò di cui ha bisogno, ed impara ad ordinarlo nel quadro della propria vita, divenendo più consapevole che il Sé non è solo la nostra realizzazione , ma anche il nostro progetto in relazione al Tutto, riscoprendo  progressivamente i legami con gli altri uomini, i tempi e gli spazi, la natura e il Tutto.

L’uomo si apre verso il mondo, il mondo si rispecchia nell’uomo. Eliana, 23/10/2016