Labirinto di Chartres in Italia

Labirinto di Chartres percorribile a Fontevivo – Parma: Mandala principe dei Mandala

Unico in Italia!

Percorrere il labirinto cheta la mente e abbraccia il cuore

All'ingresso a condurre i tuoi passi è la mente che ha accettato la sfida primordiale della paura di esistere. All'uscita a condurre i tuoi passi è il Cuore che la sfida l'ha vinta. Non sai più chi "sei", sai di più su chi Sei. (cit. Parisi Carmela)

Archetipo, simbolo universale antichissimo, il Labirinto è utilizzato sin dalla preistoria in ogni parte del mondo, in ogni cultura, con scopi diversi, legati alla spiritualità.

Il Labirinto medioevale realizzato dall’ “Associazione olistica DEDALOVE asd” nel giardino della propria sede, a Fontevivo,  piccolo centro della provincia di Parma, è la riproduzione del labirinto che si trova sul pavimento della navata centrale della  cattedrale gotica di Chartres in Francia.

E’ stato riprodotto rispettandone le dimensioni, diametro di 12,87 m e lunghezza del percorso entrata/uscita 261,5 m , rispettandone i canoni di geometria sacra cui si sono ispirati i 13 architetti, mastri-costruttori della cattedrale di Chartres le cui preziose conoscenze furono loro trasmesse dai  Templari.

 La figura circolare realizzata in due colori delineano un unico percorso che va dall’esterno verso l’interno del cerchio con una successione di curve e archi concentrici, circonvoluzioni a 180° che girano a sinistra, a destra. Tipico  Labirinto medioevale consta di undici spire (o circuiti) che in corrispondenza delle curve a 180° evidenziano dieci asce dividono lo stesso  Labirinto in quattro parti di egual misura, disposte a forma di croce.

Un tempo, i pellegrini  percorrevano in ginocchio il tracciato del Labirinto di Chartres, che sostituiva il viaggio in Terrasanta, Gerusalemme, per espiare le proprie colpe, rappresentava l’alternativa del viaggio dall’Europa a Gerusalemme.  Si camminava pregando, cantando, scalzi, in ginocchio. Il Labirinto rappresenta il cammino simbolico che porta l’uomo verso Dio,  un viaggio per ritrovare la fede,  l’unione con Dio, l’unione tra la Terra (Madre) e il Cielo (Padre).”

E’ un potente contenitore che delimita uno spazio sacro in cui il “pellegrino” si immerge per intraprendere il cammino interiore verso il centro divino attraverso la preghiera con la rivelazione della conoscenza di Sé.

Il punto di arrivo è anche di partenza: “RI” – NASCITA.  

E’ la via della conoscenza interiore.

Percorre il Labirinto  è vivere un processo di iniziazione, ci conduce verso il Centro, nel nostro Tempio Interiore.

E’ facile che si possa  sperimentare lo smarrimento nel trovarsi con la nostra realtà interiore fatta anche di ombre con cui siamo spesso chiamati a confrontarci.

Si prende coscienza.

Si esce con una nuova consapevolezza.

Si “ri – trova”  l’UNITÀ (corpo-anima- mente-spirito) momentaneamente peruta.

La complessità delle  circonvoluzioni e del percorso curvilineo è la sua “essenza”.

Non c’è il rischio di smarrirsi perché il Labirinto medioevale, non è un dedalo, dove possono esserci diverse vie percorribili, alcune cieche che disorientano e quindi ostacolano la stessa uscita dal circuito“ .

E’ un circuito unicursale (con unico percorso senza intersezioni), per quella “via” si entra, si raggiunge il centro e per la stessa “via” si fa ritorno.

Non ci sono muri, non ci sono siepi, già dal momento in cui si fa il primo passo si ha la percezione visiva dei confini, del centro, del percorso, che appare –  in prima battuta – difficile da percorrere e, come tale, può anche scoraggiare o provocare un momentaneo stato di turbamento. Proprio come nella vita, quando pensi di aver raggiunto una meta, uno scopo (il centro) in realtà proprio in quel momento accade qualcosa che ti riallontana. Ecco cosa accade.

“Il più delle volte ci sembra di essere vicini ad una conquista ed invece proprio allora si dipanano dinnanzi a noi altre difficoltà, ciò che sembrava vicino è lontano, ciò che sembrava conquistato è perso.  Man mano che ci allontaniamo acquistiamo la consapevolezza che spesso sperimentare il disorientamento, percorrere strade impervie e difficoltose aumenta in noi il coraggio, la sfida e, quindi, ci stimola a rimetterci in discussione, a riprendere la strada per raggiungere la meta”.

La vita stessa è un Labirinto.

Come nella vita, anche nel Labirinto per ritrovare la vera dimensione, per ritrovare il tuo centro, non ci sono scorciatoie, devi percorrere tutta la strada all’andata e all’uscita, fare un salto è  non vivere l’esperienza. L”esperienza è ricevere la consapevolezza, quella vera e profonda. 

 

“Percorrere il Labirinto” è fare una passeggiata a braccetto con la propria anima. Durante questa passeggiata la mente si calma, il respiro rallenta, il tempo ora si dilata ora scorre inesorabilmente. C’è chi vive la dilatazione del tempo all’entrata chi al ritorno.

Ognuno vive la propria esperienza, l’importante è abbandonarsi ad una introspezione profonda con apertura del cuore e della mente in totale affidamento a Colui che è l’artefice del Labirinto della vita.

Solo in presenza di totale e incondizionato affidamento c’è unione tra l’uomo e la sua dimensione più autentica, la sua scintilla divina.

Il Labirinto di Dedalove è inserito nel data base internazionale dei Labirinti di tutto il mondo.

Carmela dott.ssa Parisi

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